Per attivare cambiamenti significativi nella vita di Persone che hanno vissuto o che stanno
vivendo un’esperienza di malattia mentale, è importante che il Facilitatore Sociale della
Salute Mentale calibri il suo intervento in base ai bisogni espressi ed inespressi della
Persona.
Un’attenta analisi preliminare delle caratteristiche peculiari del disagio e delle potenzialità
individuali della Persona è necessaria, per definire con chiarezza gli obiettivi del progetto
individualizzato di facilitazione sociale.
Tra gli obiettivi generali dell’intervento del Facilitatore Sociale abbiamo:
1) Attivare un processo di Empowerment individuale, di sviluppo delle potenzialità
personali e di recupero di un ruolo sociale valido, al di là delle limitazioni legate alla
malattia mentale;
2) Attivare un percorso attraverso il quale la persona riprende in mano il proprio
progetto di vita personale e professionale, superando o imparando a convivere con i
propri sintomi;
3) Contribuire ad un progressivo distanziamento dalla patologia e dalla malattia, verso
la salute e lo stare bene.
Una volta andato a definire l’obiettivo specifico dell’intervento il processo di facilitazione
sociale si andrà a strutturare in due step ben definiti:
1° Step: Al fine di un pieno e funzionale reinserimento sociale e professionale, la Persona
con disagio dovrà impegnarsi e lavorare, autonomamente e/o con il supporto del
Facilitatore Sociale, a restare concentrati nei tempi necessari alle singole attività,
lavorare per obiettivi, a darsi degli obiettivi e a avere costanza nel proprio progetto di
vita personale e professionale;
2° Step: Favorire processi di inclusione sociale, di promozione della partecipazione e del
sentimento di appartenenza alla comunità locale, e nel caso, di inclusione lavorativa.