{"id":41,"date":"2024-08-09T21:14:26","date_gmt":"2024-08-09T21:14:26","guid":{"rendered":"https:\/\/napolinmente.it\/?page_id=41"},"modified":"2024-11-03T16:12:37","modified_gmt":"2024-11-03T16:12:37","slug":"about","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/napolinmente.it\/?page_id=41","title":{"rendered":"Il Libro"},"content":{"rendered":"\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n&#8230; Ero un re, affabile e con il sorriso sulle labbra, pronto ad assistere ogni cliente con cortesia e disponibilit\u00e0, e la cartoleria era il mio regno&#8230;\u000b \u000b &#8230;Grugnirono un &#8220;buongiorno&#8221;, indirizzandoci un cenno svogliato del capo. \u000b Ci comunicarono sbrigativamente il motivo della loro presenza e iniziarono a valutare ed etichettare le cose intorno a noi. \u000b Erano curatori fallimentari. \u000b #Fallimento. \u000b Una parola, dieci lettere che scavarono nel diaframma di ognuno di noi un cratere, un vuoto che sembrava impossibile da colmare&#8230; \u000b &#8230; l&#8217;aria di casa, la nuova e piccola casa che avevamo trovato in affitto, era irrespirabile, greve di delusioni e rimpianti, vorticante di dubbi. \u000b Ci impegnavano per riprendere le nostre abitudini, i nostri colori, ma ormai qualcosa di era rotto per sempre&#8230; \u000b &#8230; I dolci furono il nostro ponte. \u000b Sfruttando il tempo, unica cosa che abbondava realmente a quel punto, iniziammo ad impastare, farcire, decorare, dapprima torte semplici, poi, man mano che la nostra abilit\u00e0 aumentava, passammo a creazioni sempre pi\u00f9 elaborate. \u000b Quei pomeriggi, rimestando nelle ciotole e leccando cucchiarelle, ci diedero l&#8217;opportunit\u00e0 di fare tornare mamma dal luogo grigio e triste in cui la sua mente era andata a nascondersi&#8230; \u000b Dovevo capire, dovevo sapere dove avevamo sbagliato, da che lato risiedeva veramente la colpa.\n\n\n\n\n<h4 style=\"text-decoration-style: initial;\"><span style=\"color: rgb(254, 178, 9);\">INTRO<\/span>DUZIONE<\/h4>\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">Non mi bastava, non riuscivo a fare finta di niente, sapevo che avrei potuto fare qualcosa.\n\u000b\nQuindi, sempre con il cuore un po&#8217; rotto, sempre con una parte della mia mente arrovellata sulla faccenda, feci la mia scelta: GIURISPRUDENZA&#8230;\n\u000b\n&#8230; Non che si potessero pretendere chiss\u00e0 quali concetti elevati da una conversazione occasionale e deliberatamente mirata su un regionale Napoli &#8211; Roma, ma mi colpirono molto il suo linguaggio essenziale e i suoi pensieri quasi infantili.\n\u000b\nUna manciata di minuti dopo scoprii che aveva la singolare abitudine di abbinare i calzini con le mutande, che profumavano di Chanel n. 5.\n\u000b\nTutto questo, nel fragore metallico della toilette dove si consum\u00f2 una delle mie migliori performance dall&#8217;effetto ansiolitico rapido ed efficace&#8230;\n\u000b\n&#8230; L&#8217;indomani ci sarebbe stato il terzo appello di Diritto Commerciale.&nbsp;\n\u000b\nErano almeno quattro mesi che di notte, nel tempo residuo, mi ci dedicavo, ma non tentennai neppure per un attimo, mi precipitai verso l&#8217;armadio per scegliere la migliore giacca ed il miglior paio di jeans per quello che pensavo sarebbe potuto essere un incontro cruciale per la mia carriera nel mondo delle startup&#8230;\n\u000b\n&#8230; Quell&#8217;atmosfera, quell&#8217;ansia, quell&#8217;acqua sul parquet, ebbero il potere di farmi dubitare della mia stessa identit\u00e0.\n\u000b\n&#8211; Dunque Antonio &#8211; continu\u00f2 &#8211; Se ti chiedessi cosa saresti pi\u00f9 bravo a fare, tra il dipendente e l&#8217;imprenditore, tu cosa mi risponderesti?\n\u000b\nStavolta la risposta era facile.&nbsp; Non ebbi alcun dubbio nel rispondere: &#8211; l&#8217;IMPRENDITORE.\n\u000b\nLascia le impronte delle mie scarpe lungo tutto il corridoio, ma stavolta non ci feci troppo caso.\n\u000b\nImpiegai il tragitto in metropolitana a programmare il breve e medio periodo della mia startup&#8230;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">&#8230; L&#8217;idea \u00e8 nata in seno al corso per startupper&nbsp; Entrepreneurship Development Center dell&#8217;universit\u00e0.\n\u000b\nCome avevo previsto, quando pronunciai il titolo del corso, il volto dello Zio Pier si illumin\u00f2.\n\u000b\nIncoraggiato da quel goal, proseguii: al termine del percorso ho costituito la mia startup, Crowd Puller, il cui obiettivo \u00e8 di curare tutta la fase di pre-seed delle startup: dalla formazione all&#8217;orientamento, passando per il team building e il supporto alla comunicazione.\n\u000b\nMi piacerebbe offrire questo servizio agli studenti dell&#8217;ateneo attraverso &#8220;I-Lab&#8221;: un laboratorio di pre-seed nel quale tutti gli studenti che abbiano una idea imprenditoriale possono trovare percorsi di mentorship dedicati&#8230;\n\u000b\n&#8230; Ma io ne sono terrorizzato, sono troppo spaventato all&#8217;idea di perdonarmi di fronte a un fallimento.\n\u000b\nVengo da un luogo in cui si forma solo gente di successo.\n\u000b\nIl successo \u00e8 l&#8217;unico valore ed \u00e8 l&#8217;unica cosa che dia valore.\n\u000b\nLa mia ingrata famiglia ed io siamo ossessionati, perci\u00f2 non lottiamo, scegliamo di vivere in balia di un mondo che ci spinge a credere che non abbiamo potenzialit\u00e0, che non siamo abbastanza&#8230;\n\u000b\n&#8230; Sarebbe sufficiente che io mi conoscessi e che mi accettassi per quello che sono.\n\u000b\nSarebbe vitale che io accogliessi anche le mie paure, le mie insicurezze, le mie fragilit\u00e0.\n\u000b\nPotrebbe essere un buon modo per superarle.\n\u000b\nMa non qui. Non in questo mondo, non in questa vita in cui niente di quello che io faccio \u00e8 mai abbastanza..<\/span><\/p>\n\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">Iniziammo a baciarci ed ad abbracciarci.&nbsp; \u000b Fu dolce e consolante.&nbsp; \u000b Mi sembr\u00f2 che facessimo veramente l&#8217;amore. \u000b Nel rivestirsi Joseph mi disse in tono imbarazzato: &#8211; Senti Ant\u00f2, non lo sa nessuno, vero, di quello che \u00e8 successo?&nbsp; \u000b &#8211; No, figurati &#8211; gli risposi sorpreso. \u000b Si fece serio: &#8211; Non sto scherzando Ant\u00f2. Questa cosa non \u00e8 mai successa. Non solo per gli altri ma anche per me. \u000b Sai, io sono etero e quindi preferisco non pensarci pi\u00f9&#8230; \u000b &#8230; Non mi scaldava, n\u00e9 m&#8217;illuminava, percepivo unicamente una sensazione di freddo interiore e di buio davanti a me. \u000b Su via del Corso iniziai as osservare le linee che separavano i mattoncini del marciapiede. \u000b Tutte simmetriche, tutte insopportabilmente precise. \u000b Decisi di evitare di calpestarle. \u000b Tutta quella sistematicit\u00e0 era angosciante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">Non volevo farne parte, non sentivo di meritarlo&#8230; \u000b &#8211; Non sei durato neanche due mesi, arrenditi. Non sei all&#8217;altezza delle tue idee! \u000b &#8211; Abbiamo sbagliato a puntare su di lei! \u000b &#8211; Che cazzo sta succedendo? &#8211; pigolai atterrito mentre, con le ginocchia al petto, mi presi la testa tra le mani, come a volermi proteggere. \u000b Provai sollievo ma dur\u00f2 poco perch\u00e9 il silenzio della mia mente fu interrotto da un fiume di voci di cui, stavolta, non intuivo la provenienza: \u000b &#8211; Lei non sar\u00e0 mai nessuno, \u00e8 destinato a fallire, non sar\u00e0 mai uno di noi. &#8211; Incalzava nuovamente il direttore generale. \u000b Paura. Una Paura mai provata prima&#8230; \u000b &#8230; Ero ancora solo in casa, cos\u00ec mi trascinai ad aprire la porta trovandomeli di fronte pallidi e visibilmente in ansia. Mi lanciai tra le braccia di mio padre e continuai a piangere ripetendo: \u000b &#8211; Le voci pap\u00e0, non stanno zitte un attimo! \u000b &#8211; Quali voci Antonio? &#8211; rispose stringendomi tra le braccia &#8211; Stai tranquillo, ti prego, aiutaci a capire! \u000b &#8211; Anche adesso pap\u00e0, non si fermano neanche per un secondo. \u00c8 da ieri pomeriggio che mi perseguitano! &#8211; aggiunsi disperato&#8230; \u000b &#8230; Quello era il regno di mia madre. Aveva sicuramente trovato il modo di avvelenare anche l&#8217;acqua del rubinetto. \u000b &#8211; Antonio ora basta ti prego! &#8211; mi supplic\u00f2 mia madre &#8211; Devi mangiare qualcosa!<\/span><br><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">&#8211; Ecco! La senti? Senti come ti implora? Vuole farti fuori a tutti i costi! Ti vuole morto Antonio. Insisteva Cassandra. \u000b Esasperato gridai: &#8211; No mamma. In quel cibo c&#8217;\u00e8 veleno. Perch\u00e9 vuoi uccidermi? \u000b Non ricordo di aver visto mia madre cos\u00ec spaventata&#8230; \u000b Il Prof. Nardi stacc\u00f2 un foglio dal blocco delle ricette e continu\u00f2: \u000b &#8211; Ora ti prescrivero&#8217; un farmaco che metter\u00e0 a tacere quelle voci. Una volta silenziate potrai pensare di iniziare un percorso di psico-terapia. \u000b Queste gocce dovrai prenderle&#8230; \u000b La voce del dottore si face sempre pi\u00f9 ovattata mentre sopraggiungeva Cassandra con uno dei suoi acuti in stereofonia: \u000b &#8211; Hai visto? Ecco il veleno con il quale ti ammazzeranno!&#8230; \u000b &#8230; Con la mia ritrovata lucidit\u00e0, in quella calda primavera con le sue lunghe giornate piene di sole, mi sentivo lontano anni luce dallo psicotico che ero stato. \u000b Guardavo con disprezzo a quell&#8217;immagine e a tutto ci\u00f2 che essa rappresentava: dall&#8217;inaccettabile battuta d&#8217;arresto che aveva imposto al mio luminoso percorso di carriera, fino a una vulnerabilit\u00e0 che proprio non riuscivo a riconoscere n\u00e9 a me n\u00e9 alla mia mente&#8230; \u000b &#8230; L&#8217;etimologia di Crisi deriva dal verbo greco krino = separare, cernere, in senso pi\u00f9 lato, discernere, giudicare, valutare. \u000b Nell&#8217;uso comune ha assunto un&#8217;accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione.<\/span><\/p>\n<p><span\u00a0style=\"font-size: 13px;\"=\"\"><span style=\"font-size: 13px;\">Se invece riflettiamo sull&#8217;etimologia della parola, possiamo coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi cio\u00e8 di riflessione, di valutazione, di discernimento, pu\u00f2 trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo&#8230; \u000b &#8230; &#8221; Tu sei importante Antonio. Tu vali&#8221; \u000b Questo mantra me lo ripetevo praticamente ogni giorno, dopo l&#8217;ennesimo messaggio automatico di risposta a una candidatura o i &#8220;le faremo sapere&#8221; che chiudevano i colloqui via Skype. \u000b &#8220;Tu sei importante Antonio. Tu vali&#8221;, mi dicevo. \u000b Poi, quel rituale di sopravvivenza veniva interrotto da una consapevolezza pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 potente: &#8220;Non ci credo neanche un po&#8217;, maledizione!&#8221;&#8230; \u000b &#8230; Io non sono come te Antonio. &#8211; La sua voce era tremante mentre aspirava nervosamente profonde boccate &#8211; Io, io non ci riesco, insomma, si pu\u00f2 dire che io abbia ancora difficolt\u00e0 ad ammetterlo a me stesso&#8230; \u000b &#8211; Ma ammettere cosa? &#8211; lo interrogai spazientito &#8211; Che ti piacciono gli uomini? Rispondi. Chi ti credi di essere? Quale genere di mostro?! \u000b Mi guard\u00f2 sconvolto&#8230; \u000b &#8230; Respirai profondamente l&#8217;aria profumata del mare e gli accarezzai i capelli arruffati dal vento. \u000b Con tono pi\u00f9 pacato continuai: Pensi che io non me ne accorga di tutte le volte in cui mentre passeggiamo, mentre chiacchieriamo, mentre ci baciamo e finanche mentre facciamo sesso, tu sei l\u00ec a farti ridere dai sensi di colpa?&nbsp; \u000b Credi che io sia cieco o insensibile per restare impassibile di fronte al dolore che ostacola la tua felicit\u00e0?&#8230; \u000b Sempre grazie alla malattia mentale (oddio la sto ringraziando!) Ho imparato che per conseguire realmente il mio potenziale, devo circondarmi di un sistema pi\u00f9 forte. E che per poter trovare buoni amici devo, per prima cosa, essere un amico io.<\/span><\/span\u00a0style=\"font-size:><\/p>\n<p><span\u00a0style=\"font-size: 13px;\"=\"\"><span style=\"font-size: 13px;\"><\/span><span style=\"font-size: 13px;\">In tutti gli anni che l&#8217;hanno preceduta, invece, la mia preoccupazione era stata di proiettare una certa immagine di successo che mi impediva di ammettere di aver bisogno di aiuto&#8230; \u000b &#8230; La mia incessante ricerca della perfezione, inoltre, aveva fatto sentire le Persone intorno a me come se non stessi permettendo loro di essere imperfette.&nbsp; \u000b Di fatto le allontanavo. \u000b Ho dovuto imparare a tirare gi\u00f9 i muri che mi ero costruito per consentire agli altri di entrare per davvero nel mio mondo&#8230; \u000b &#8230; Avevo scoperto l&#8217;esistenza della &#8220;Crescita Avversativa&#8221;, ovvero di una crescita che si realizza dopo le avversit\u00e0. \u000b In pratica, nel bel mezzo di una sconfitta, il nostro cervello \u00e8 perfettamente in grado di trovare percorsi diversi dall&#8217;autocommiserazione per affrontare le difficolt\u00e0. \u000b Questi percorsi, una volta imboccati, non aiutano soltanto ad uscire dalla condizione di fallimento o di sofferenza, ma ci insegnano anche ad ottenere un maggiore successo&#8230;<\/span><br><\/span\u00a0style=\"font-size:><\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<h3>ACQUISTA IL LIBRO SU AMAZON<\/h3>\n\n<span style=\"color: rgb(255, 255, 255);\"><span style=\"font-size: 12px;\">Nel gennaio del 2020 l\u2019Umanit\u00e0 ha iniziato a vivere l\u2019incubo della grande pandemia da Corona Virus. Sette anni prima, nel gennaio del 2013, un altro \u2018virus\u2019 altrettanto aggressivo faceva il suo ingresso nella mia storia personale. I due eventi sono collegati da un filo rosso di cui s\u2019intesse la trama di questo racconto. La pandemia del 2020 \u00e8 stato un \u201cfatto globale\u201d che ha investito l\u2019Umanit\u00e0 conducendola a vivere, simultaneamente, le stesse esperienze ed emozioni. La percezione di pericolo e il conseguente senso di vulnerabilit\u00e0 hanno aperto la via a delle potenti trasformazioni. Allo stesso modo, gli eventi del mio 2013 hanno trasformato radicalmente me e la mia esistenza. Come il mondo prima del gennaio 2020, anch\u2019io, prima del gennaio 2013, avevo impostato la mia vita intorno al carrierismo sfrenato, all\u2019individualismo, all&#8217;iperproduttivit\u00e0. Agivo quotidianamente mosso da una smania di controllo che impediva alla mia parte \u201cveramente umana\u201d di esistere e di mostrarsi in tutta la sua semplicit\u00e0 e bellezza. Poi un bel giorno, questa umanit\u00e0 si afferm\u00f2 di prepotenza, ribellandosi a ventinove anni di dittatura delle illusioni.<\/span>\n<\/span>\n\n\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","footnotes":""},"class_list":["post-41","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Libro - Napolinmente<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/napolinmente.it\/?page_id=41\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il Libro - 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